Candele: piccole luci per riscaldare il cuore

Intramontabili e raffinati oggetti d’arredo, le candele accompagnano da sempre le nostre esistenze.

Di Alberto Piastrellini

Quale magia quando nella penombra invernale di un interno una candela proietta la sua luce calda e quale atmosfera, analogamente, la stessa luce emana in un contesto del tutto diverso, come una tavola imbandita in giardino o in terrazza durante una sera estiva.

E come non pensare alla notte di Natale senza le allegre fiammelle delle tea light disseminate qua e là in lanterne e bicchierini colorati…

Persa la loro precipua funzione di fonte di luce prima della diffusione dell’energia elettrica, le candele, negli ultimi 20 anni sono divenute irrinunciabili oggetti d’arredo nonché accessori straordinari per i cultori del design di interni.

Accoglienti, dalla luce morbidissima ed evocatrice di familiare intimità ma anche preziose compagne di allestimenti stupefacenti e barocchi, le candele impreziosiscono stili diversi portando un tocco di luce e calore come piccoli focolari in miniatura capaci di catalizzare lo sguardo dei presenti ed infondere, soprattutto nella brutta stagione, un senso di pace e di casalinga serenità.

Irresistibili compagne di momenti da sottolineare con particolare enfasi, che siano convivi galanti o cerimonie liturgiche, le candele, con il loro consumarsi lentamente inducono alla riflessione e favoriscono la meditazione, non a caso, lumini e ceri votivi vengono utilizzati in molte religioni quale preziosa “offerta di luce”.

Si consideri, poi che per diversi millenni, avere a disposizione luce “portatile” è stato un lusso che ha stuzzicato la fantasia e la creatività di artigiani ed artisti che si sono sbizzarriti nella produzione di candelieri, candelabri, lampadari – spesso in materiali preziosi – per soddisfare le esigenze di una ricca committenza vogliosa di esplicitare il proprio potere e la propria ricchezza sfidando le ore della notte contro un “popolo minuto” che necessariamente doveva ritirarsi al calare del sole.

Il costo stesso della materia prima, un tempo cera d’api e grasso animale, rendeva le candele piuttosto costose rispetto all’olio da lampada e agli oli di origine animale, il cui consumo, soprattutto alla vigilia della rivoluzione industriale in piena esplosione demografica, ha seriamente minacciato la popolazione mondiale di balene e capodogli.

Oggi, per fortuna, si utilizzano miscele a vario titolo composte da stearina vegetale, paraffina (ottenuta dalla raffinazione del petrolio), cere di origine vegetale o animale e oli minerali.

La cera d’api pura, color giallo ocra, profumata e molto costosa è un prodotto di nicchia che incontra sì il favore del pubblico ma la cui produzione dipende molto dalla diffusione e dalla salute delle popolazioni degli insetti produttori (tra l’altro messe a rischio dagli attuali livelli di inquinamento di aria, acqua e suolo, nonché dai cambiamenti climatici).

Ma al di là della funzione primaria di “far luce”, le candele, oggi vengono utilizzate, per lo più per diffondere aromi ed essenze negli ambienti chiusi stuzzicando il senso dell’olfatto dopo aver omaggiato quello della vista.

Il mercato offre un’infinità di combinazioni olfattive sapientemente miscelate in bouquet fioriti, speziati, balsamici, freschi o sontuosi, spesso veicolati da forme, contenitori e colori che fanno della candela un oggetto da esporre e da regalare per la sua bellezza intrinseca.

Una piccola luce che riscalda il cuore, compagna di intimità e di festa.

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