Spoon River: un curioso assaggio di poesia e un pizzico di pettegolezzo

Sulla scia della giornata dedicata alla poesia, ho ripreso in mano l’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters; rileggendo alcuni passi ho notato come diverse poesie di questa raccolta possono essere assimilate a notizie flash di genere scandalistico.

Di Anna Rita Rossi

Per chi non conoscesse l’opera di Edgar Lee Masters, L’ “Antologia di Spoon River” è una raccolta di poesie in verso libero che il poeta statunitense pubblicò tra il 1914 e il 1915. La particolarità di quest’opera è che le poesie sono gli immaginari epitaffi degli abitanti di un paesino inventato, situato nel Midwest statunitense: Spoon River.

Questi brevi scampoli poetici mettono a nudo con grande nitidezza alcuni aspetti della vita degli abitanti di Spoon River; sono delle biografie condensate che trattano momenti salienti della vita delle persone vissute nell’immaginario paesino e che ora “dormono sulla collina”. Il sottile filo della poesia si sposa alla perfezione con alcune rivelazioni scabrose dei personaggi che spesso hanno toni di aperta e aspra critica nei confronti dei loro compaesani o nei confronti di se stessi.

Le parole incise sulle lapidi sono spesso parole di fuoco ed emergono crudeli e rapide, taglienti, sovente, come rasoi. In altri casi, sono un resoconto pacifico di una vita ben vissuta o magari, trasmettono l’ultimo ricordo felice dell’estinto; altre ancora minacciano dalla tomba gli abitanti del paese con parole dure, condannando ipocrisie e crudeltà, senza mezzi termini.

In alcuni epitaffi sono registrati i rimpianti, gli ultimi istanti di vita o gli errori fatali che hanno condotto alla morte la persona sepolta sotto la corrispondente lapide.

Queste poesie sono piene di emozioni, cariche di una forte vitalità; sembra possibile poter udire, passando tra le lapidi, i desideri mai appagati, i rimpianti per aver rinunciato a vivere o persino la delusione di aver visto infranti i propri sogni.

Non c’è spazio in queste “confessioni” per ipocrisie o bugie, la morte rende gli estinti capaci di esternare ogni loro amarezza o gioia, ogni loro recriminazione e soprattutto, ogni loro segreto, magari lo stesso che hanno custodito per anni agli occhi di tutti, ora è svelato al mondo in quelle parole incise, come la rivelazione di un tabloid ante litteram.

Nella raccolta sono presenti molte poesie dedicate a figure di donne, molto diverse fra loro: fragili, perdute, furiose, rassegnate, e per tutte lo scrittore ha trovato le parole giuste, per esprimere ogni sfumatura delle loro vite.

Se non conoscevate il mondo di Spoon River, spero di avervi messo in corpo un po’ di curiosità verso le poesie di Edgar Lee Masters e vi invito a immergervi nella lettura dell’intera antologia. Sono certa che non resterete indifferenti di fronte alle storie di queste persone immaginarie; molte di queste brevi curiose biografie vi provocheranno molte emozioni e sicuramente, molte riflessioni…

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