Alberto Piastrellini

Meduse: “signore dei mari” tra mito, pregiudizi e ricerca

Quello degli scifozoi è un mondo di meraviglia e fascinoso pericolo, eppure qualche elemento di conoscenza dovrebbe farcelo apprezzare di più. di Alberto Piastrellini Ogni anno, d’estate, rappresentano l’incubo dei bagnanti, capaci come sono di trasformare una bella giornata al mare in ore d’ansia – per lo più immotivata, ma tant’è – e una salutare nuotata in una sorta di percorso ad ostacoli: sono le meduse. Animali curiosi e affascinanti, il cui nome evoca il Mito greco della Gorgone, solo in taluni casi realmente e tragicamente pericolosi per la salute umana (la Chironex fleckeri miete diverse vittime in Australia ogni anno e la Cyanea capillata per la sua fosca fama è stata scelta da Sir Arthur Conan Doyle quale protagonista “dark” per un racconto di Sherlock Holmes), le meduse sono un esempio tangibile di quella “creatività” che l’evoluzione della vita ha prodotto sul nostro pianeta con risultati così stupefacenti da sembrare quasi “alieni”. Innanzi tutto, e non è cosa da poco, sono presenti nei mari del mondo da più di 500 milioni di anni e possono vantare, quindi una storia evolutiva di tutto rispetto; mica male per forme viventi costituite per la gran parte di semplice acqua (98%)! E tuttavia che meraviglia di organizzazione in quella poca massa di materia vivente! Apparentemente la loro fisiologia è molto semplice, tutte le forme delle meduse, infatti, sono riconducibili ad una specie di “sacchetto rovesciato” i cui margini inferiori sono ripiegati su loro stessi a formare una cavità interna rivestita che sfocia in un canale orale che ha la medesima funzione di bocca e ano. Dal margine superiore del “sacchetto rovesciato” si prolungano i tentacoli – o filamenti pescatori – che hanno funzione predatoria e difensiva. E qui scatta la meraviglia, perché, con le meduse, la Natura si è veramente sbizzarrita a creare

Read More »

LeggiMeduse: “signore dei mari” tra mito, pregiudizi e ricerca

Smartphone e rischio obesità: esiste una correlazione

Due recenti Studi accademici hanno evidenziato come l’utilizzo compulsivo e smodato degli smartphone induce a comportamenti che fanno aumentare il rischio del sovrappeso fino all’obesità. di Alberto Piastrellini Sedentaria, impigrita, rattrappita nella postura del collo, delle spalle, delle braccia e delle dita in perenne tensione verso smartphone e altri device portatili; l’umanità contemporanea ha ceduto alla tecnologia parte del suo sviluppo psicofisico con conseguenze molto negative nel breve e nel lungo periodo. Gli ultimi studi sugli effetti dell’uso compulsivo di smartphone non lasciano dubbi: non si rischia solo in termini di attenzione e concentrazione, ma anche in termini di peso corporeo e obesità. L’allarme arriva dall’America Latina, specificatamente dalla Facoltà di Scienze della Salute dell’Università Simón Bolívar di Barranquilla (Colombia), la cui Prof.sa. Miray Mantilla-Morrón, specialista in riabilitazione polmonare cardiaca e vascolare, ha redatto una ricerca specifica partendo dall’analisi di 1.060 studenti dell’ateneo colombiano. I risultati, presentati all’American College of Cardiology Latin America Conference 2019, dimostrano che nel target dei soggetti esaminati, quelli che hanno utilizzato il proprio smartphone per più di 5 ore al giorno, hanno raggiunto un rischio obesità superiore al 43% rispetto alla media. Non solo, in questi soggetti è stata riscontrata una maggior propensione all’assunzione inconsapevole di altre abitudini che pongono l’organismo più vulnerabile all’insorgenza di patologie cardiache. Il fatto è che l’utilizzo compulsivo e reiterato dello smartphone si coniuga ad uno stile di vita sedentario e, paradossalmente, maggiormente asociale (dal punto di vista fisico), il che, unito ad una alimentazione scorretta a base di junk-food così popolare nelle giovani generazioni, si traduce in minor attività fisica e accumulo di grassi pericolosi che determinano maggior probabilità di manifestazione di patologie quali, il diabete, le malattie cardiache, diversi tipi di cancro e problematiche a carico delle ossa e della muscolatura in generale. E i problemi aumentano soprattutto

Read More »

LeggiSmartphone e rischio obesità: esiste una correlazione

La conquista della Luna: ricordi, tecnologia e sogno

In occasione dei 50 anni dallo storico allunaggio, una riflessione sull’oggetto celeste che più di ogni altro ha acceso la fantasia degli uomini “incarnando” e veicolando alcuni aspetti femminili di Alberto Piastrellini Decisamente la terza decade di luglio ha il potere di ricordarci due anniversari che, quest’anno, assumono un sapore tutto particolare: il 16 luglio (del 1945), iniziò ufficialmente l’“era nucleare”, con l’esplosione presso Alamogordo (New Mexico) della prima bomba al plutonio nell’ambito del Programma Manhanttan; il 20 luglio (del 1969) avvenne (anche se taluni continuano a sostenere il contrario) lo storico sbarco sulla Luna. Se, per quanto riguarda la prima data, la mente si proietta tristemente di pochi giorni in avanti, quando, sempre nel 1945 avvenne il primo (e fino ad ora, speriamo unico) impiego bellico della “bomba atomica” (6 agosto – Hiroshima; 9 agosto – Nagasaki); per quanto concerne il secondo e ben più sereno anniversario, non si può che sorridere nostalgicamente riguardando quelle immagini che sembrano provenire da un’epoca apparentemente lontanissima, malgrado siano passati solo 50 anni! Quell’estate del ’69, mentre il mondo era diviso in blocchi di influenza nel pieno della Guerra Fredda, la rivoluzione culturale giovanile scuoteva coscienze e superava abitudini e luoghi comuni in tutto l’Occidente (il concerto di Woodstock sarebbe stato celebrato appena un mese dopo); mentre il discusso Presidente Richard Nixon sedeva nello Studio Ovale della Casa Bianca, mentre infuriava la Guerra del Vietnam, milioni di persone in tutto il mondo vegliarono per una notte col cuore in tumulto per assistere ad un avvenimento epocale: l’impresa incredibile di Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins (oggetto del recente The First Man di Damien Chazelle, presentato lo scorso anno alla 75 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia). Qualcuno ricorda ancora quella notte, incollati a gruppi nelle case (poche) che potevano vantare

Read More »

LeggiLa conquista della Luna: ricordi, tecnologia e sogno

La vacanza alternativa di chi sceglie l’eremo o il convento

L’immenso patrimonio architettonico-storico e religioso rappresentato da Conventi, Eremi e Monasteri offre anche incredibili opportunità di ospitalità per coloro che ricercano un’alternativa alta alla vacanza tradizionale. Tra natura, cultura, impegno e spiritualità di Alberto Piastrellini Ti svegli al mattino col suono attutito delle piccole campane che chiamano i fedeli alla preghiera, mentre dalle piccole finestre la luce del sole ritaglia scacchi luminosi su antichi pavimenti di cotto.L’assenza dei rumori quotidiani, il traffico, i clacson, l’onnipresente vibrazione di fondo delle nostre città è quasi straniante, all’inizio, ma l’orecchio si abitua subito ritrovando panorami sonori più consoni al nostro essere animali: i canti degli uccelli, lo stormire delle fronde, il ronzio degli insetti. Il tempo sembra sospeso, infinito; le ore del giorno si dilatano incomprensibilmente mentre gli occhi riscoprono con stupore le impercettibili variazioni di luce cui normalmente non si bada presi dalle urgenze del lavoro e dal ritmo artificiale delle nostre esistenze. Nell’assenza di stimoli artificiali e nel timore di rompere una ritrovata armonia è facile abbandonarsi alla riflessione, alla meditazione, alla ricerca interiore e, dopo qualche giorno, complice un’alimentazione gustosa e bilanciata al tempo stesso, il corpo e lo spirito sembrano rinnovati come un prato dopo un acquazzone. La vacanza ideale, preziosa per i suoi benefici, non solo sulla mente, è alla portata di tutti eppure lontanissima dai cataloghi delle agenzie di viaggio e dalla fascinazione artificiale delle mète commerciali. Costa poco, rende parecchio e spesso non implica neppure faticosi spostamenti lungo autostrade intasate e infuocate, anzi, predilige arterie secondarie che consentono di riscoprire paesaggi e territori poco battuti… Monasteri, Eremi, Abbazie, Conventi, da sempre garantiscono la solitudine e l’isolamento della vita cenobitica e monastica con l’afflato dell’accoglienza: un tempo ai pellegrini e ai viandanti, oggi, verso i nuovi cercatori di un senso del vivere. E l’estate, con le sue

Read More »

LeggiLa vacanza alternativa di chi sceglie l’eremo o il convento

Addio al mito: dopo 80 anni esce di scena il Maggiolino

L’ultima linea di produzione rimasta in Messico ha chiuso mercoledì 10 luglio con una commovente cerimonia. Addio all’auto dei record che ha fatto sognare quattro generazioni in tutto il mondo. di Alberto Piastrellini Il 10 luglio del 2019 sarà ricordato dai posteri come l’ultimo giorno dell’auto-icona più amata nel mondo: il Maggiolino. Volkswagen ha infatti deciso di interrompere definitivamente la produzione nello stabilimento di Puebla, in Messico ed esce così, di scena, come una vecchia diva, l’auto che, più di ogni altra ha segnato la cultura e l’immaginario di Paesi diversi. Prodotto ininterrottamente dal 1938 al 2003 nei Modelli Typ1/113 M15 (Maggiolino) e Typ1/1302/ e 1303 (Maggiolone) l’auto uscita dalla fantasia di Ferdinand Porsche in risposta alle sollecitazioni di Adolf Hitler che sognava sin dal 1934 un’auto economica per tutti segnò, di fatto la nascita del colosso Volkswagen (non a caso: auto-del-popolo) debuttando al Salone di Berlino nel 1939. Passato il drammatico periodo bellico, l’auto continuò ad essere prodotta e già all’inizio degli anni del boom il Maggiolino comincia a macinare chilometri fuori dalla Germania, e si aprono filiali produttive in Brasile, USA, Messico e Sudafrica. La storia del Maggiolino è una storia di continue migliorie tecniche funzionali che, tuttavia, hanno sempre cercato di non modificare, se mai di esaltare, l’inconfondibile disegno originale che ricorda la forma dei coleotteri da cui derivano i nomignoli attribuiti al modello nei vari Paesi del mondo: Maggiolino, in Italia; Coccinelle in Francia, Escarabajo in Spagna, Beetle o Bug in Gran Bretagna e USA, Fusca in Brasile e Vocho in Messico). Una linea inconfondibilmente curva, rassicurante, morbida, perché no, femminile nella sua rotondità, che ha affascinato quattro generazioni diverse a cavallo fra gli anni ’40 e 2000 riuscendo a rappresentare allo stesso tempo il rigore istituzionale delle istituzioni e la controcultura di massa degli anni

Read More »

LeggiAddio al mito: dopo 80 anni esce di scena il Maggiolino

Cammini: la Via Femminile per l’estate 2019

La IX edizione del Festival Europeo della Vie Francigene, Cammini, Ways, Chemin celebra la sensibilità femminile nei paesaggi umani e naturali. Oltre 600 gli eventi in programma di Alberto Piastrellini Negli ultimi anni è aumentato il numero di coloro che hanno riscoperto il piacere e il benessere psicofisico derivante dal camminare; attenzione, non stiamo parlando della salutare passeggiatina quotidiana, ma del mettersi letteralmente in viaggio usando le proprie gambe come mezzo di locomozione. Una forma di viaggio slow che recupera tradizioni millenarie di pellegrinaggi e mete legate alla dimensione religiosa e spirituale in genere che, oggi, si veste di ulteriori fascinazioni che si allacciano al recupero del tempo e della dimensione naturale del vivere, della riscoperta della natura e, perché no, del rifiuto temporaneo dai meccanismi della quotidianità per riscoprire la dimensione interiore del senso del viaggio e stringere amicizie e rapporti con altri camminatori. Un fenomeno in crescita a livello europeo, ove i più noti cammini di Santiago di Compostela e della Via Francigena sono frequentati annualmente da migliaia di utenti e ugualmente in crescita in Italia, ove la presenza di Roma, centro della fede cattolica e di centinaia di Eremi, Abbazie, Conventi e Santuari ha favorito, nei secoli, il moltiplicarsi di Vie e sentieri che hanno costituito, nel tempo, una sorta di sistema arterioso della circolazione di fede, cultura, arte, merci e narrazioni. Un patrimonio incalcolabile che mette in rete città d’arte, borghi, castelli, chiese e luoghi religiosi in un contesto paesaggistico ove natura e società hanno convissuto per secoli sino alla riscoperta degli ultimi anni dopo quasi due secoli di oblio. I numeri di camminatrici e camminatoriGiusto per fornire qualche dato: lo scorso anno, per la prima volta, il numero delle “credenziali” rilasciate a coloro che hanno camminato in Italia ha superato quello degli italiani che hanno

Read More »

LeggiCammini: la Via Femminile per l’estate 2019

Ad ogni donna la sua meta: quando la vacanza si tinge di rosa

Viaggiare è un’esperienza unica che consente di conoscere tradizioni, ammirare nuovi paesaggi e degustare prodotti tipici, e oggi si parla di vacanze for ladies only! di Martina Stimilli Il caldo è già arrivato e la voglia di partire per una meta sconosciuta è sempre più grande. Si dice che il desiderio del viaggio nasca per svariate ragioni: lasciare la solita routine, esplorare luoghi lontani, prendere del tempo per sé stessi… Il viaggio è un buon modo per riflettere, per conoscere, per vivere vere e proprie avventure, lasciando per qualche giorno il peso della quotidianità alle spalle. Quali sono i luoghi più adatti per un viaggio “rosa”, in grado di soddisfare le diverse esigenze dell’universo femminile? Località termali: ovvero, un must del relax É stato un lungo inverno ed è arrivato il momento di staccare dal lavoro, dalle lavatrici e dal traffico cittadino. Il tuo sguardo è stanco, l’umore cambia continuamente…devi prenderti una pausa! L’unica cosa di cui hai bisogno ora è riposarti ed essere un po’ coccolata. Massaggi, maschere e fanghi sono tre componenti fondamentali della vacanza relax che stai cercando. Quale luogo migliore delle terme allora? Da Nord a Sud, il nostro bel Paese è ricco di centri termali, immersi nel verde, situati in luoghi incontaminati e noti per i numerosi trattamenti disponibili per qualsiasi tipo di esigenza. Acque benefiche e relax sono le parole d’ordine. In Lombardia, ad esempio, nelle romantiche Terme di Sirmione, incantevole location sul Lago di Garda, un vero paradiso termale. L’acqua sulfurea salsobromoiodica ha proprietà straordinarie, può svolgere azioni antiinfiammatorie, antisettiche e stimolare il sistema immunitario. Un luogo in cui rilassarsi e godere di benessere, massaggi, cure specifiche per patologie respiratorie e molto altro. Nel Lazio, in provincia di Frosinone, troviamo le famosissime Terme di Fiuggi che risalgono all’epoca romana e sono famose per le

Read More »

LeggiAd ogni donna la sua meta: quando la vacanza si tinge di rosa

L’astronomia sbarca in Cattedrale: il solstizio d’estate fiorentino è magico

A Firenze torna lo spettacolo dello gnomone del Duomo che cattura il sole, grazie ad un mirabile incontro di architettura e astronomia di Martina Stimilli Il solstizio d’estate è il momento in cui il sole è allo zenith e raggiunge l’inclinazione massima, è anche simbolo di rinascita e purificazione, una giornata molto importante per gli appassionati di tradizioni, esoterismo e magia. Metaforicamente il solstizio è la vittoria del bene sul male poiché è il giorno in cui il sole, quindi la luce, ha il predominio sulle tenebre: il 21 giugno, infatti, è la giornata con più ore di luce dell’anno e non è un caso, quindi, che sin dall’antichità molte culture abbiano celebrato il giorno del solstizio con rituali e cerimonie specifici. Nell’antica Roma, ad esempio, la festa per il solstizio era dedicata al Dio bifronte Giano che aveva il compito di accompagnare il passaggio da una condizione astronomica all’altra.Dall’altra parte dell’Oceano, i Maya, avevano edificato ‘El Caracol’ un monumento che era una sorta di osservatorio per monitorare solstizi ed equinozi. I Celti, invece, utilizzarono complessi megalitici (dei quali il cerchio di pietre di Stonehenge è il più famoso) per studiare i fenomeni astronomici del sole. Le pietre che lo compongono formano una sorta di calendario tanto che, durante il solstizio d’estate, un raggio di sole attraversa uno dei triliti illuminando l’altare centrale; questo fenomeno permetteva di monitorare l’avvicendarsi delle stagioni. Nell’Italia del Rinascimento la scienza della misurazione del tempo e l’osservazione dei corpi celesti si veste di Arte e, in molte città possiamo ammirare bellissime Meridiane dipinte sulle facciate di palazzi antichi, così come raffinati strumenti di misurazione inseriti nell’architettura di Chiese e Castelli. A Firenze, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, è possibile ammirare lo gnomone più grande al mondo.  Lo gnomone entrò in funzione probabilmente nel

Read More »

LeggiL’astronomia sbarca in Cattedrale: il solstizio d’estate fiorentino è magico

Donne e ciclismo: quando andare in bicicletta era un atto rivoluzionario

Continua il nostro viaggio alla scoperta di donne coraggiose, audaci, che hanno fatto sentire la loro voce, che non si sono arrese di fronte alle barriere sociali dei loro tempi di Martina Stimilli Le donne hanno condotto molte battaglie nel corso della storia, cercando di rovesciare stereotipi e pregiudizi privi di alcun fondamento. Questo è il caso delle due donne speciali: Annie Kopchovsky e Alfonsina Morini. Annie e Alfonsina sono le protagoniste di due storie diverse ma, allo stesso tempo, strettamente legate da un fil rouge: quello della bicicletta e del ciclismo, il quale ha aperto le sue porte all’universo femminile, anche grazie alle audaci imprese compiute dalle due giovani donne. Annie e la scommessa vincente Annie Kopchovsky, ebrea lettone, emigrata negli Stati Uniti con la propria famiglia all’età di cinque anni, è stata la prima giovane donna a girare il mondo su due ruote. Quale fu l’impresa che la consegnò alla memoria del ciclismo femminile e non solo, che la rese vincitrice di una lotta per l’indipendenza e l’autogestione? Era l’estate del 1894 quando Annie decise di lasciare (a soli 23 anni) la sua casa a Boston, marito e tre figli ancora piccoli, per tentare un’impresa mai osata prima da una donna: il giro del mondo in bicicletta.Tutto nacque da una scommessa: si sosteneva che una donna non fosse in grado di compiere il giro del mondo a cavallo di una bicicletta. Come avrebbe fatto una donna a badare a sé stessa, a combattere il freddo, la pioggia e chissà quali altri pericoli?! La sfida prevedeva un tempo di percorrenza di quindici mesi e un premio incredibile di ben 5.000 dollari. Annie non solo decise di accettarla per smentire il pregiudizio, ma colse l’occasione per lasciare un modello di vita che le stava stretto, quello che la vedeva nel

Read More »

LeggiDonne e ciclismo: quando andare in bicicletta era un atto rivoluzionario

Venere in bicicletta: i vantaggi delle due ruote e la storia di un rapporto avventuroso

La bicicletta è uno straordinario strumento per la tutela dell’ambiente, un mezzo di locomozione green e pratico, da tutti i giorni. Cosa ne pensa il gentil sesso di questo mezzo? di Martina Stimilli Utilizzare la bicicletta per piccoli o grandi spostamenti è un regalo che possiamo fare a noi stesse e alla natura. Lunedì 3 giugno, si è celebrata la Giornata Mondiale della Bicicletta, istituita l’anno scorso dall’Onu per promuovere la mobilità ciclistica. Perché si parla tanto di bicicletta? L’intento è quello di scoprirne tutti i benefici per il nostro corpo e all’ambiente in cui viviamo. La bicicletta è il mezzo a due ruote che ci consente di praticare una giusta attività fisica, all’aria aperta e (volendo) in compagnia di un gruppo di amici. Pedalare, anzitutto, giova al cuore; l’attività costante, prodotta dalle gambe in movimento, rende il cuore più forte e resistente alla fatica, la frequenza cardiaca diminuisce e la pressione si abbassa. Una lunga pedalata, inoltre, permette di bruciare molte calorie. Un esempio? Ad un buon ritmo, ovvero quello che ci consente di fare una breve chiacchierata ogni tanto, si bruciano circa 400 calorie all’ora. La Giornata Mondiale, tuttavia, non è nata unicamente per sensibilizzare le persone a divenire più sportive. Il vero obiettivo è certamente quello di creare una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici e, allo stesso tempo, proporre alternative green per salvare il nostro pianeta. A tal proposito la bicicletta è stata eletta a simbolo di una locomozione 2.0, tutta sostenibile. La bicicletta, infatti, sarebbe un ottimo mezzo, per limitare, almeno negli spostamenti urbani, l’uso di automezzi e di combustibili fossili. Luci e ombre Le due ruote stanno scalando gradualmente l’agenda politica delle amministrazioni locali; salgono infatti la disponibilità media di infrastrutture ciclabili (+9% dal 2015), la percentuale di città dove è consentito trasportare le bici

Read More »

LeggiVenere in bicicletta: i vantaggi delle due ruote e la storia di un rapporto avventuroso

Giornata Mondiale dell’Ambiente: tutti in campo contro l’inquinamento atmosferico

Sconfiggere l’inquinamento atmosferico è lo slogan scelto quest’anno per sensibilizzare le popolazioni del mondo e i decisori politici su un’emergenza globale di Alberto Piastrellini Il 5 giugno di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente – World Environment Day, una festività proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale dell’ONU in occasione dell’allora istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Tanti gli spunti di riflessione che, a partire dal primo input del 1974: “Only One Earth – una sola Terra”), hanno accompagnato le celebrazioni delle varie edizioni stimolando la riflessione dell’opinione pubblica su vari aspetti problematici della più ampia questione ambientale; quest’anno il tema scelto è “Beat Air Pollution – Sconfiggere l’inquinamento atmosferico” sintetizzato nell’hastag #beatairpollution Un pungolo, per singoli individui e Governi per concentrare l’attenzione sulla necessità non procrastinabile di mettere in campo azioni per il contrasto ad un nemico subdolo, quasi invisibile, molto silenzioso che, tuttavia, è responsabile, livello globale di oltre 7 milioni di decessi prematuri e costa, in termini di welfare, la bellezza di 5.000 miliardi di dollari! Interessante la scelta del Paese ospitante per quanto riguarda gli eventi ufficiali della Giornata Mondiale, la Cina, nazione fra le più colpite dall’inquinamento atmosferico; tra l’altro tutta la regione Asia-Pacifico risulta essere la più ferita in termini di decessi prematuri: ben 4 milioni! Industrializzazione pesante, massiccia concentrazione antropica in gigantesche aree metropolitane, mobilità di merci e persone congestionata ed uso massiccio di combustibili fossili hanno contribuito sì allo sviluppo economico del “Dragone cinese”, ipotecando però, pesantemente, il presente e il prossimo futuro della nazione. Non stupisce, dunque, la scelta della location per le celebrazioni ufficiali della WED che, tuttavia, premia anche gli sforzi intrapresi dal colosso asiatico negli ultimi decenni – soprattutto nel settore della mobilità sostenibile e nell’elettrificazione dei mezzi di trasporto pubblici – proprio per diminuire il

Read More »

LeggiGiornata Mondiale dell’Ambiente: tutti in campo contro l’inquinamento atmosferico

Maternità e Sacro: la Madonna Benois di Leonardo da Vinci

Il capolavoro del genio toscano sarà esposto per la prima volta dopo 35 anni in Italia, a Fabriano, da 1° al 30 giugno, e successivamente, dal 4 luglio al 4 agosto presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia di Alberto Piastrellini Nell’anno in cui si celebrano i 500 anni della scomparsa di Leonardo da Vinci, fra le tante opportunità che curiosi, neofiti e appassionati d’arte avranno per approcciare le opere del genio toscano vale la pena prendere in considerazione l’opportunità di ammirare la Madonna Benois che, questa estate sarà eccezionalmente in Italia dopo un’assenza di ben 35 anni. Il dipinto, un olio su tavolatrasportato su teladelle dimensioni di 48 x 31 cm, arriverà direttamente dalla sua sede presso la galleria dell’Ermitage di San Pietroburgo e sarà esposto dal 1° al 30 giugno presso la Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli” di Fabriano (AN) e, successivamente, dal 4 luglio al 4 agosto presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.  L’opera, datata in un periodo di tempo che va, presumibilmente dal 1478 al 1480/82 è il prodotto di un giovane Leonardo intorno ai 26 anni eppure già maturo per distaccarsi dai topoi figurativi e pittorici degli artisti coevi e procedere spedito verso una visione tutta personale e rivoluzionaria della “nuova maniera” di far pittura con ampia predilezione per lo sfumato, il chiaroscuro e la profonda introspezione psicologica dei personaggi.  La Madonna Benois affronta in maniera del tutto nuova il tema antichissimo della Madonna con Bambino e lo fa attraverso il superamento dell’immagine “regale” e “divina” dei personaggi rappresentati. Il distacco, l’immobilità e l’astrazione che caratterizzano la pittura sacra precedente qui si fa movimento, partecipazione, vicinanza con l’osservatore che può cogliere atteggiamenti naturali ed emozioni sincere.  Nelle sue ridotte dimensioni lo spettatore è messo di fronte ad una costruzione intima, quasi familiare della Maternità: la Vergine è quasi un’adolescente ritratta mentre si diverte letteralmente (la sua bocca

Read More »

LeggiMaternità e Sacro: la Madonna Benois di Leonardo da Vinci