Il microonde, quando è meglio non usarlo

Poche accortezze per un’alimentazione sana e sicura.

di Glenda Oddi

La cottura al microonde è amata e preferita da molti a quella tradizionale, questo perché è particolarmente rapida e permette anche di scongelare in bravissimo tempo i cibi. Una qualità non da poco in una società frenetica come quella contemporanea. Un altro aspetto positivo è quello legato alla preservazione delle sostanze nutritive degli alimenti (vitamine, minerali ecc.), nettamente maggiore col microonde rispetto a quella garantita da altre forme di cottura (bollitura, frittura ecc.). Ci sono però degli errori comuni che sarebbe bene non commettere nel suo impiego, sia per conservare le qualità e il sapore degli alimenti sia per la nostra salute. Un errore diffuso è quello di riscaldare al microonde i cibi già cotti nei giorni precedenti, questo tipo di processo non raggiunge infatti temperature elevate e dunque non garantisce l’eliminazione di eventuali batteri presenti in essi. Molto importante anche prestare attenzione ai contenitori utilizzati per cuocere le sostanze, alcuni possono infatti rilasciare sostanze dannose per l’organismo. Meglio evitare quelli in plastica o contenitori coperti da pellicole perché tendono a emettere una elemento che interferisce con i nostri processi endocrini chiamato Bisfenolo A. Riguardo i cibi da non cuocere al microonde abbiamo: patate e riso già cotti (tendono a sviluppare molti batteri e il microonde non riesce ad eliminarli);funghi (questa cottura altera la loro composizione proteica e li rende meno digeribili); broccoli (in questo modo perdono alcuni importanti antiossidanti); carni lavorate come le salsicce (generano per reazione chimica dei composti ossidati dannosi per la salute); carne di pollo (presenta molti batteri che questa cottura non riesce ad eliminare). Riguardo i cibi con la buccia, come i pomodori, meglio bucherellare la loro superficie prima di informarli, potrebbero infatti esplodere!

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