La respirazione diaframmatica: come praticarla e perché

di Glenda Oddi

Il diaframma è una lamina muscolo-tendinea che si colloca tra torace e addome, proprio al centro del nostro corpo. Questo elemento svolge un ruolo importante in vari processi biologici come la respirazione, la minzione, la defecazione, il parto e il vomito. È, insomma, un elemento che da spinta e forza a molti processi di immissione od emissione di vari elementi in e dal nostro corpo. Il suo uso nella respirazione è spesso marginale e scorretto. Se mentre state respirando si solleva il vostro petto e non l’addome vuol dire che la vostra è una respirazione superficiale e non diaframmatica. Quest’ultima è da prediligere alla prima perché garantisce un’immissione d’aria nell’organismo più efficace e profonda comportando numerosi benefici: scarico della tensione su spalle e corpo; maggior senso di rilassamento (una respirazione più profonda favorisce l’eliminazione del cortisolo, l’ormone dello stress); abbassamento della pressione; rallentamento del battito cardiaco e conseguente controllo dell’ansia; migliore ossigenazione del corpo in generale. Come si può notare i benefici della respirazione diaframmatica non sono solo fisici ma anche psicologici, infatti le emozioni che proviamo sono strettamente legate ai processi interni al nostro corpo, soprattutto alla produzione di determinati ormoni. Per molti la respirazione diaframmatica non deve essere appresa perché utilizzata spontaneamente fin da bambini ma per altri non è così e un valido esercizio per impararla ad utilizzare è il seguente:
stenditi in un luogo tranquillo e comodo (puoi usare un tappetino per lo yoga ad esempio). Piega le gambe leggermente e poggia una mago sul tuo petto. A questo punto ispira dal naso lentamente ed espira dalla bocca. Cerca di far in modo che non si alzi il petto ma l’aria finisca nella pancia e si sollevi solo l’addome. Non contrarre i muscoli della parte superiore del corpo e non inarcare la schiena.

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