La fotografa Inge Morath al Museo di Roma in Trastevere

Al Museo di Roma in Trastevere la retrospettiva di Inge Morath, la prima fotografa donna a entrare a far parte della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.

di Anna Rita Felcini

Dal 30 novembre 2019 al 19 gennaio 2020 il Museo di Roma in Trastevere accoglie la retrospettiva di Inge Morath, la prima fotografa donna a entrare a far parte della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.

Il lavoro di Inge Morath, prima di ogni cosa, è la testimonianza di un rapporto, di una passione, di una necessità con la fotografia. Un rapporto maturato negli anni attraverso esperienze ed incontri, nonché parte integrante della vita di una donna che è riuscita, con coraggio e determinazione, ad affermarsi in una disciplina all’epoca prettamente maschile.

Nata a Graz, in Austria, nel 1923, dopo gli studi di lingue a Berlino, lavora come traduttrice e giornalista. Amica del fotografo Ernst Haas, realizza testi per i suoi reportage. Viene così invitata dal collega Robert Capa ad unirsi all’agenzia Magnum in qualità di redattrice e ricercatrice, e comincia a fotografare nel 1951.

Nel corso della sua carriera ha realizzato reportage fotografici in Spagna, Italia, Medioriente, America, Russia e Cina. Non ha affrontato mai questi viaggi con superficialità, bensì con serietà, studiando la lingua, le tradizioni e la cultura di ogni regione dove si recava. Era capace di parlare correntemente tedesco, inglese, francese, spagnolo, rumeno, russo e mandarino. Che si trattasse di persone comuni o personaggi pubblici, il suo interesse era identico e s’indirizzava sempre verso l’intimità di ciascuno.

Inge Morath ha imparato molto da fotografi come Henri Cartier-Bresson e lo stesso Ernst Haas con cui ha collaborato in importanti reportage. Il suo stile fotografico affonda le radici negli ideali umanistici conseguenti alla Seconda Guerra Mondiale, ma anche nella fotografia del “momento decisivo”, così come l’aveva definita Cartier-Bresson.

Le immagini di Inge Morath riflettono la sua sensibilità, ma al contempo sono come pagine del suo diario privato di vita, come lei stessa scrive: “La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore”.

Fra i suoi soggetti più popolari i ritratti di importanti personalità del Novecento come Henri Moore, Pablo Picasso, André Malraux, Doris Lessing, Marilyn Monroe, Gloria Vanderbilt e Fidel Castro. Muore a New York il 30 gennaio 2002.Per maggiori info: www.museodiromaintrastevere.it/

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