ortaggi

Carciofi ripieni

Secondo piatto vegetariano di Carmela Marinucci Il carciofo è un ortaggio usato molto spesso in cucina, si presta alla realizzazione di piatti gustosi e può essere utilizzato come contorno o come secondo piatto vegetariano. Questa ricetta veloce e di facile esecuzione, per la semplicità degli ingredienti utilizzati, donerà al vostro piatto un sapore delizioso. Ingredienti:  3 carciofi 2 uova ½ hg parmigiano grattugiato molliche di pane ½ limone, ½ bicchiere di vino bianco 1 spicchio di aglio, olio evo, sale e pepe. Procedimento:  Pulire i carciofi, privandoli delle brattee esterne, tagliare il gambo, le punte ed immergerli in acqua e limone. Intanto lavare accuratamente le uova e romperle in una ciotola, aggiungere un pizzico di sale, il pepe e con una forchetta sbattere per rendere il composto spumoso. Aggiungere il parmigiano grattugiato, le molliche di pane e amalgamare fino ad ottenere un impasto morbido. Dopo aver scolato i carciofi, con i pollici effettuare dei movimenti circolari sulla parte superiore per allargare le foglie, riempire con la farcia di uova parmigiano e molliche di pane aiutandosi con un cucchiaio. In una pentola far soffriggere lo spicchio d’aglio e dopo averlo eliminato, adagiare sul fondo i carciofi con i gambi e lasciar cuocere per un paio di minuti. Aggiungere il vino, lasciarlo sfumare e coprire con un coperchio. Dopo aver fatto evaporare il vino, aggiungere dell’acqua, salare e far cuocere per circa 20 minuti. A fine cottura, non resta che assaporare questo gustoso piatto. Buon appetito
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Malattia di Alzheimer: si può prevenire con tè verde e carote

Una sperimentazione effettuata su topolini ha dimostrato che una dieta a base di composti naturali presenti nel tè verde e nelle carote (ma anche in altri ortaggi e nella frutta) inibiscono la formazione delle placche amiloidi, caratteristica principale della malattia di Alzheimer. di Alberto Piastrellini La Malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza senile, caratterizzata da un progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, uno stato provocato da un’alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Nel mondo l’Alzheimer colpisce circa 40 milioni di persone e solo in Italia vi sono circa un milione di casi, per la maggior parte oltre i 60 anni. Oltre gli 80 anni, ne è affetto un anziano su 4. Questi numeri sono destinati a crescere progressivamente per il progressivo aumento della durata della vita: si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni. Inoltre, sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza ai loro cari con demenza. I soli costi annuali diretti per ciascun paziente vengono, in diversi studi europei, stimati in cifre variabili da 9.000 a 16.000 euro a seconda dello stadio della malattia. Questa malattia rappresenta una delle sfide sanitarie più grandi del nostro secolo, tant’è che l’11 dicembre 2013 i leader mondiali del G8, riuniti a Londra nello storico vertice “Dementia”, si sono impegnati a “Identificare entro il 2025 una cura o una terapia che modifichi sostanzialmente il decorso della malattia”. I ricercatori sono fortemente impegnati per trovare soluzioni, ma al momento le sperimentazioni cliniche sono rivolte alla prevenzione della malattia, perché sono disponibili nuove tecniche che permettono di determinare le alterazioni di una proteina ritenuta la prima causa di malattia, prima che questa si manifesti clinicamente. Da vari anni è noto, infatti, che alla base

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