Alice nel Paese delle Meraviglie

La vita come viaggio fantastico.

Do Carmen Marinucci

E’ tardi, è tardi, così urla concitato il Bianconiglio mentre corre con il suo orologio inseguito da una bimba.Lei si chiama Alice, è la protagonista del libro “Alice nel Paese delle Meraviglie” il capolavoro nonsense scritto da Lewis Carrol (pseudonimo di Charles Lutwige Dodgson) dove si racconta di una bambina che, addormentandosi, sogna di seguire un coniglio bianco precipitando in un mondo immaginario, dopo essere caduta in un buco del terreno.

Il nuovo universo in cui Alice viene catapultata, è pieno di confusione, incontra strani personaggi un po’ matti e si ritrova coinvolta in situazioni surreali che non comprende.

Tra un susseguirsi di giochi di parole, combinazioni numeriche, partite a croquet e tazze di tè, “Alice nel Paese delle Meraviglie” non è una semplice favola, ma un libro che nasconde molti significati.

Nella storia, Alice da piccola diventa grande e pensa a sei cose impossibili prima di colazione.

Le viene spesso chiesto: “cosa intendi dire?”, “Chi sei tu?”, o “Dove vuoi arrivare?”; mentre lo Stregatto asserisce: “Qui siamo tutti matti, io sono matto, tu sei matta, altrimenti non saresti venuta qui”.

Il Viaggio di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, lo dice lo stesso titolo, è un viaggio fantastico pieno di metafore che rappresentano la vita.

Giorno dopo giorno affrontiamo difficoltà, cresciamo, cerchiamo di capire chi vogliamo essere e ciò che vogliamo raggiungere, la vita ci stupisce con sorprese e delusioni; quindi, come dice il Cappellaio Matto, dobbiamo circondarci di persone positive che ci facciano sorridere. Solo allora riusciremo a trovare il Paese delle Meraviglie.

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