Il colpo di calore: cos’è e come bisogna comportarsi

di Glenda Oddi

Le alte temperature estive possono generare delle condizioni più o meno gravi per il nostro corpo. Senza dubbio una delle più pericolose è il colpo di calore che, nei casi più seri, può condurre anche alla morte. Per questo motivo è importante riconoscerlo e saper agire repentinamente per contrastarne i sintomi. Il colpo di calore è generato da un improvviso aumento della temperatura del corpo dovuto ad un arresto dell’attività di termoregolazione del nostro corpo a causa del forte stress termico a cui è sottoposto. I segnali dell’approssimarsi di questa condizione sono: tachicardia, nausea, senso di debolezza, confusione, annebbiamento della vista, ronzii alle orecchie. I sintomi che conclamano la condizione vera e propria del colpo di calore, invece, sono: l’arresto della sudorazione, forte aumento della temperatura corporea, la pelle diventa molto calda e disidratata. Tutto questo accade perché il corpo ha perso la capacità di regolare la sua temperatura interna in risposta a quella ambientale. Per tale ragione il corpo arriva a raggiungere temperature anche molto elevate (40-42°C) che possono arrecare grandi danni al fisico fino a condurre alla morte. Per questo quando sopraggiunge tale condizione è necessario cercare di abbassare la temperatura del corpo. Tra le strategie più utili si ha l’immersione del corpo in acqua fredda, l’uso di ghiaccio per raffreddarlo o il suo sfregamento con alcol. È opportuno condurre il soggetto all’ombra e in un luogo fresco e chiamare immediatamente i soccorsi appena si presentano i primi sintomi. Anziani, bambini e obesi sono i soggetti maggiormente colpiti.

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