Donna Alloro

Il genio grafico di Sara Pichelli dietro l’Oscar 2019 al Miglior Film d’Animazione

La trentaseienne disegnatrice di origini marchigiane collabora da tempo con la Marvel, colosso americano dei fumetti. Di Alberto Piastrellini Alla 91 edizione della cerimonia di consegna degli Academy Award, più noti come Premio Oscar, la bravura di una disegnatrice italiana contribuisce alla fortuna del film d’animazione Spider-Man: Un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman che esce dalla competizione a testa alta fiero dell’Oscar come Miglior Film d’animazione avendo superato nel gradimento dei votanti: Gli Incredibili 2 di Brad Bird; L’isola dei cani di Wes Anderson; Mirai di Mamoru Hosoda e Ralph spacca Internet di Phil Johnston e Rich Moore. Un po’ della bravura e della creatività nazionale declinata al femminile entra quindi anche in questa edizione ove, purtroppo, è stata fin troppo evidente l’assenza del Cinema italiano che pure ha sfornato registi, costumisti, scenografi, sceneggiatori e musicisti indubbiamente da Oscar!Questa volta è toccato a Sara Pichelli, origini marchigiane (Porto Sant’Elpidio), classe 1983, fumettista e disegnatrice, nonché insegnante alla Scuola internazionale di Comics di Roma, dare il contributo italiano al film d’animazione statunitense avendo già ricoperto il ruolo di artista principale nella seconda serie di Ultimate Comics: Spider-Man, pubblicato dalla Marvel nel settembre 2011.L’animatrice ed illustratrice trentaseienne, peraltro, ha collaborato con il colosso USA dei fumetti sin dal 2008, allorquando è stata scoperta dalla Marvel Comics nel corso di una ricerca internazionale di talenti.Sara Pichelli, dopo gli studi nella Scuola internazionale che oggi la vede nei panni di insegnante, muove i primi passi nel mondo del cinema d’animazione come storyboarder e character designer; nel frattempo pubblica “La vie en rouge” nella raccolta a fumetti “Sesso col coltello” (edizioni Cut-Up), adattamento a fumetti dell’omonimo libro di Alda Teodorani.In seguito, ha lavorato come layout assistant per le serie a fumetti Star Trek e Ghost Whisperer con Elena Casagrande e

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“Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” all’Ufficio del Parlamento Europeo a Roma

Sarà presentato all’Ufficio del Parlamento Europeo a Roma in occasione dell’8 marzo “Festa della Donna” il libro di Eleonora Giovannini “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa”. Di Annarita Felcini Per la Festa delle Donne il prossimo 8 marzo un appuntamento da non perdere: presso il Salone delle Bandiere dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Roma, alle ore 16.30, sarà presentato il libro che sta riscuotendo grande successo in tutta Italia “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” della scrittrice anconetana Eleonora Giovannini. “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” è il racconto autobiografico di un’amicizia sincera, intensa, ma anche un viaggio itinerante che sa di poesia, arte e vita vera. Una storia a due, intorno all’universo umano e poetico di una grande voce lirica italiana ed europea, quella di Alda Merini. Ospite d’onore dell’evento sarà Irene Pivetti, già presidente della Camera dei Deputati e autrice della prefazione del volume. Presenterà Neria De Giovanni, scrittrice e presidente dell’Associazione Internazionale dei critici letterari europei. Parteciperanno Isabella de Paz giornalista e scrittrice, Laura Tondi medico e umanista, Paola Pallotta storica dell’arte, mentre l’attrice Patrizia Caligiore reciterà alcuni brani del libro e alcune poesie scritte dalla tanto amata Alda Merini. Per coloro che vorranno prendere parte all’incontro, si raccomanda la compilazione della scheda di adesione alla presentazione del libro, allegata alla locandina dell’evento, da inviare all’indirizzo mail info@ermes-agency.it.
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Una vita per l’arte, fino all’ultimo respiro. Muore l’attore Salvo Cosentino

Ci lascia un attore di teatro che ha fatto dell’arte un inno alla vita. Di Eleonora Giovannini Salvo Cosentino, attore catanese, un’intera esistenza decicata alla sua passione per il teatro, lascia in lacrime il suo pubblico, i suoi amici, la sua famiglia. Affetto da tempo da una grave malattia che compromette la funzionalità dei suoi polmoni, la fibrosi polmonare idiopatica, Salvo ha intensificato la sua arte, attribuendole quella sorta di missione a spronare chi soffre a non arrendersi mai. La sua teatralità sfoggiata sul palco, quasi giocando con la bombola di ossigeno che era costretto a tenere ovunque con sè, metteva in risalto l’ironia attraverso cui coraggiosamente intraprendeva l’avventura della vita. Caparbio, tra comicità e malinconia, recitava in teatro per esorcizzare il dolore, talvolta anche nella vita, perchè quella sua vita gli era cara, dono ogni respiro concesso. Un dono era anche il suo talento, che aveva fatto parte di lui anche prima della malattia sopraggiunta, definita sarcasticamente “Visita inopportuna”. Di opportune restano invece le sue parole, sempre rivolte a coloro che soffrono, come soffriva lui. Salvo è vissuto esortando chiunque ad amare la vita e a considerarla un privilegio da abbracciare. E’ ciò che ha saputo fare lui, fino al giorno di San Valentino, che sembrava volergli ridare speranza grazie ad un trapianto polmonare. Le ultime ore le aveva trascorse al telefono con la sua più cara amica, Monica Capasso, condividendone una condizione che li rendeva fratelli. Salvo venne intervistato qualche tempo fa. Attraverso la sua voce è possibile ricordarlo e fare tesoro della sua straordinaria ricchezza d’animo, carica di amore per gli altri e per la vita. ASCOLTA L’INTERVISTA
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Giornata Internazionale della tolleranza zero nei confronti delle pratiche di mutilazione genitale femminile

La Commissione Ue celebra l’evento ricordando dati e iniziative di contrasto ad un problema ancora troppo sottaciuto e nascosto, purtroppo ben più diffuso di quanto si immagini. Di Alberto Piastrellini Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata Internazionale della tolleranza zero nei confronti delle pratiche di mutilazione genitale femminile, istituita dall’Assemblea generale dell’ONU il 20 dicembre 2012, con l’obiettivo di promuovere campagne di sensibilizzazione e azioni concrete per combattere la pratica delle mutilazioni genitali femminili. Usanza raccapricciante e ancora troppo diffusa in alcuni Paesi del mondo, purtroppo eseguita, spesso in casa o comunque in strutture ove non è possibile garantire alcun controllo igienico o medico, anche in Occidente, ovviamente di nascosto. Le stime, proprio per questo molto indicative, indicano come nel mondo oltre 200 milioni di donne (500.000 nella sola Europa) siano state sottoposte a queste pratiche che nulla hanno a che vedere con la salute del corpo o con il benessere, rientrando nel nebuloso e tutto soggettivo territorio della tutela dell’onore e della tradizione. Al ritmo attuale, si teme che di qui al 2030, altri 68 milioni di giovani ragazze dovranno subire questo trauma nei Paesi ove tali azioni sono praticate abitualmente (e quindi più o meno censibili). Ricordiamo che sotto la denominazione di mutilazione genitale femminile rientrano tutta una serie di operazioni che vanno dall’escissione parziale a quella completa dei genitali femminili esterni; dalla rimozione parziale o totale del clitoride alla rimozione di piccole e grandi labbra, sino al restringimento dell’apertura vaginale con la sutura successiva alla rimozione delle parti esterne. Si possono ben immaginare le conseguenze invalidanti fisiche e psicologiche nel breve e nel lungo periodo per chi subisce tali operazioni senza contare i rischi derivanti dall’utilizzo di strumenti non chirurgici e dall’operato di persone non professioniste in campo medico-chirurgico. In occasione della Giornata Internazionale l’Alto rappresentante

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Il lento fumo della pipa nelle donne

Anche le donne fumano la pipa. Per quanto questo oggetto riconduca ad una visione poco elegante del suo utilizzo, quindi decisamente maschile, occorre invece rammentarne la sfuggente sensualità. Di Eleonora Giovannini Sono pipe a boccetta piccola, ma piu’ lunghe di quelle degli uomini, spesso meno ingombranti, di diverse forme e di materiale variegato. Pipe in legno, di schiuma, orientali e classiche, sono quelle che alcune donne fumano ed hanno fumato. Il passato si rivela in questo senso decisamente storico, se pensiamo che le protagoniste inaspettate sono state donne come Greta Garbo, Erika Blanc, Jaqueline Kennedy, le quali sia pubblicamente che intimamente tenevano spesso nella propria borsetta la sinuosa pipa. La pipa, il virtuoso vizio degli scrittori, dei poeti, dei metodici, tutti avvolti dalla nuvola rilassante e meditativa dall’aroma fragrante, dal sapore seduttivo, riflessivo, audace e introverso, silenzioso e impertinente, fantasioso quanto sottilmente indagatorio. Non casualmente la pipa viene fumata da ispettori e detective nei films polizieschi, quasi come pretesto per osservare il dettaglio e scoprire così il movente di un delitto. La pipa, tuttavia, riconduce anche alla saggezza, fumata da anziani serenamente appagati, lontani dal furore freddo e deleterio dell’esistenza pragmatica, forse anche per questa ragione tutti se ne innamorano, inclusse le donne che non si soffermano semplicente a guardare una vetrina di gioielli, ma sanno volgere il proprio sguardo oltre, con in bocca sbuffi di sogni, eleganza e silenti consapevolezze.
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“Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” per scoprire la grande poetessa più intima e vera

A Falconara venerdì 18 gennaio la scrittrice Eleonora Giovannini presenta “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa”, la storia di un’amicizia sincera e quasi “terapeutica” che sa di poesia, arte e vita vera. Di Annarita Felcini Arriva anche a Falconara il tour di presentazione del libro che sta riscuotendo grande successo in tutta Italia “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” di Eleonora Giovannini. Venerdì 18 gennaio alle ore 18.00 presso il Centro di Cultura P. Pergoli in Piazza Mazzini la scrittrice e poetessa anconetana presenterà il suo ultimo libro, impreziosito dalla prefazione di Irene Pivetti, in occasione degli incontri organizzati dal Comune di Falconara per la valorizzazione del Patrimonio culturale italiano. “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” è il racconto autobiografico di un’amicizia sincera, intensa, ma anche un viaggio itinerante che sa di poesia, arte e vita vera. Dal sapore narrativo, “Io e Alda Merini. Quello che nessuno sa” è dedicato a tutti coloro che vogliono conoscere gli aspetti meno noti e più intimi dell’amata poetessa milanese. L’autrice, infatti, frequentava quotidianamente la grande Alda Merini e proprio grazie a questa straordinaria opportunità la sa raccontare rendendola a noi più vicina, più confidenziale, più “umana”. Gli anni trascorsi insieme alla Merini nel suo appartamento sui Navigli, con i numeri di telefono e gli appunti annotati sui muri, gli incontri con i personaggi famosi, i caffè bevuti al bar sotto casa, le passeggiate per le strade di Milano, hanno permesso alla Giovannini di condividere con la poetessa esperienze indimenticabili e quasi “terapeutiche”, fatte di intimità, confidenze, momenti di riflessione ma anche divertenti e a volte persino dolorosi, a causa dei demoni della vita e della violenza di un marito dominante. Per la Giovannini, Alda Merini scriverà una bellissima e insperata poesia che la scrittrice ancora oggi conserva

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Le cinquantenni? Invisibili!

Qualche riflessione sulle dichiarazioni dello scrittore francese Yann Moix e la sua visione dell’amore A cura di Alberto Piastrelli e Eleonora Giovannini L’apodittica dichiarazione dello scrittore e regista francese Yann Moix, volto noto della TV ed apprezzato editorialista, vincitore nel 1996 del Premio letterario Goncourt, ha scatenato, com’era prevedibile, un vespaio di polemiche dal quale Donna di Fiori non si sottrae preferendo però, cogliere l’opportunità della notizia per una riflessione meno urlata di quanto accaduto sui media e sui social media nei giorni precedenti “Preferisco il corpo delle donne più giovani, semplicemente” – ha dichiarato su Marie Claire il neanche tanto giovanissimo autore, dal momento che pure lui ha appena superato i fatidici 50, rincarando la dose con un più esplicito “Il corpo di una donna di 25 anni è straordinario. Il corpo di una donna di 50 non lo è affatto”. Ma guarda un po’; il pupillo del filosofo Bernard Henry-Levy ha scoperto l’acqua calda: si invecchia! E se all’aitante commentatore non piacciono le donne mature che per lui sono “invisibili” (e neppure le europee dal momento che ha anche espresso le sue preferenze per le donne asiatiche in generale “coreane, cinesi e giapponesi”), cercheremo di farcene una ragione, magari compatendolo per quello che si perde (perché al netto di palestra, botox e ritocchini vari di splendide cinquantenni è pieno il mondo) e facendogli, al contempo, gli auguri per il suo nuovo romanzo “Rompre” che, guarda caso, è incentrato su un episodio autobiografico relativo ad una relazione andata male che, evidentemente, ha lasciato un certo segno. “Amo chi voglio e non devo certo presentarmi al tribunale del gusto”, ha troncato lo scrittore e per carità, per dirla alla francese, “chacun à son goût”, tuttavia non si può non ravvisare nella personale intemerata del personaggio una certa ambiguità nell’approccio a

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